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La Chiesa

 (tratti dal testo “Storia di Zelo Surrigone e del suo territorio” di A. Annovazzi)

  

 

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La vecchia Chiesa parrocchiale

 

La Chiesa più antica di Zelo fu dedicata a Santa Giuliana di Nicomedia. Sorse presso il Castello, nella giurisdizione ecclesiastica della Pieve di Rosate. Il più antico Parroco di Zelo che si conosca è il Sacerdote Francesi della Valle.

 

Circa l’istituzione di questa Parrocchia non si ha memoria per fissarne un’epoca e la maggior parte dei beni provengono da assegni legati a pie donazioni della Famiglia Biglia (nobile famiglia padrona di quasi tutto il territorio di Zelo). Grazie a queste donazioni il beneficio parrocchiale ammontò a 360 pertiche di terra e consistenti in prati, risi, paludi, corti, giardino parrocchiale, casa con orto e corte da massaro.

 

Nell’ottobre del 1566 la Parrocchia di Zelo fu visitata da Francesco Bernardino da Cermenate per delega del Cardinale Carlo Borromeo e fu allora che risalgono le prime notizie di come fossero la chiesa e gli arredi, grazie alla sua relazione. Successivamente nel 1757 nell’inventario effettuato dal curato Don Pietro Beltramini si trova una descrizione più dettagliata della struttura e dei mobili.

 

La descrizione architettonica della Chiesa effettuata da Francesco Bernardino e da Don Pietro Beltramini non coincide perfettamente, per cui si pensa che l’antica Chiesa fu restaurata in un periodo compreso fra il 1566 e il 1757, ma notizie precise a tal proposito non ce ne sono.

 

Quando il Gen. Napoleone Bonaparte scese in Italia e conquistò la Lombardia (1796), ordinò un inventario completo e dettagliato degli arredi preziosi delle chiese, degli archivi e dei musei per requisizione a scopo di lucro. Infatti anche la nostra Parrocchia fu fatta oggetto di requisizione degli argenti.

 

 

La nuova Chiesa parrocchiale

 

La nuova ChiesaLa vita della nostra comunità fu segnata dalla figura del Sacerdote Don Oreste Brovelli, precursore dei tempi e idee nuove, che fece ingresso nella nostra Parrocchia il 14 febbraio del 1892. Egli constatò subito le gravi condizioni di strutture con anche gravi problemi finanziari.

 

Le strade interne del paese e quelle pubbliche, quando giungeva la brutta stagione diventavano impraticabili. Anche la Chiesa versava in condizioni pietose.

Furono questi i problemi principali che portarono Don Oreste Brovelli alla costruzione della nuova Chiesa Parrocchiale.

 

L'organo presente nella ChiesaBastò poco tempo perché si convincesse che a Zelo Surrigone poteva innalzare un grande santuario nella bassa Padana dedicato alla B.V. del Carmelo. Fu così che, sopra le spoglie di una Chiesa deperente, innalzò un nuovo tempio che fosse un santuario e centro di gravitazione sociale. In pochi però compresero e lo assecondarono in quanto ritenevano l’opera troppo grandiosa e non proporzionata alle reali capacità finanziarie della comunità. Don Oreste combattè con vigore queste persone, al punto che, quando lasciò la nostra Parrocchia nel 1913, profondamente amareggiato e deluso, volle togliere ai posteri molti retroscena e pettegolezzi e si disse infatti che molti documenti (lettere) risultano introvabili.

 

Il progetto per la costruzione della nuova Chiesa fu dell’Arch. Ernesto Fumagalli che nel giorno del 1° maggio 1896 presentava i disegni, i vari capitolati e i preventivi per la nuova Chiesa. Il suddetto progetto fu compiuto in due momenti diversi in quanto i disegni portarono la data del 1° maggio 1896, mentre il computo metrico, la stima dei lavori e il capitolato d’appalto , furono completati quattro mesi più tardi.

L'altare della ChiesaLo stile della nuova Chiesa è neoclassico e l’opera è completamente costruita in muratura mentre i capitelli dorici alle lesene della navata centrale, quelli ionici alle navate minori e i listelli degli archi, sono in gesso. Dove non è possibile dare esecuzione perfetta allo stile si sopperisce con la pittura.

 

Il decreto sulla costruzione della Chiesa fu approvato dal Ministero il 3 febbraio 1897 e si autorizzava a far eseguire inizialmente i soli lavori descritti della 1° e 2° parte del progetto dell’Arch. E. Fumagalli in data 4 settembre 1896 e di rimandare a miglior tempo le opere di decorazione e d’innalzamento del campanile descritte della 3° e 4° parte.

Dopo i primi lavori di rimozione delle parti vecchie, di ripristino delle nuove fondamenta si arrivò al 23 maggio 1897 quando ci fu la posa della prima pietra. Tutto si svolse regolarmente e il 27 novembre 1897 terminarono i lavori e fu scritto all’arcivescovo che urgeva aprirla al culto.

 

La nuova Chiesa fu benedetta e aperta al culto il 7 dicembre 1897 e solennemente consacrata il 22 maggio 1899 da S. Em.za Cardinale Ferrai – Arcivescovo di Milano. Nel mese di maggio del 1899 inoltre l’Ing. G. Gandini di Milano provvedeva alla relazione di liquidazione dei lavori e quindi al collaudo dell’opera.

 

 
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